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 Friuli Venezia Giulia - Enogastronomia
 

Le numerose anime di Trieste influenzano la vita quotidiana con le abitudini proprie dei popoli che nei secoli l'hanno abitata e che ancora la caratterizzano: la cucina proposta nei buffet cittadini, locali tipici d'ascendenza mitteleuropea, è una sapiente e sfiziosissima fusione di tradizioni locali, veneziane, austriache e slave. Gli spuntini sono ancora oggi costituiti da carne di maiale bollita nella classica caldaia e prosciutti cotti, crudi e in crosta, salsicce, magari serviti con crauti, salsa al cren, paprika o cumino.

Come primo piatto bisogna assaggiare la jota, una zuppa preparata con cotenna di maiale, patate, fagioli e cappucci agri, oppure il goulash, le trippe o lo sguazeto, uno spezzatino di vitello. Fra le specialità troviamo anche gli gnocchi di pane e prosciutto, ma anche quelli con la marmellata o farciti con le prugne.

Numerose le ricette venete a base di pesce, quali il brodetto, i risotti e i sardoni in savor; dall'entroterra provengono le insalate (il radicchio, la rucola), i bruscandoli e, soprattutto, i vini che sulle tavole si alternano alla birra. Il vino locale a Denominazione d'Origine Controllata è il Terrano, rosso ed intenso: per farlo conoscere è stata istituita dal 1986 la "Strada del Vino Terrano", che porta da Opicina a Visogliano. Nelle trattorie della provincia si possono degustare gli altri vini D.O.C. dei Carso: il Rosso, il Malvasia ed il bianco Vitovska Garganja.

I contadini dell'altipiano, ai quali era stato concesso per decreto imperiale di poter vendere liberamente i propri prodotti per un periodo di tempo limitato, gestiscono tutt'oggi periodicamente le caratteristiche osmize, dove si possono gustare vini e specialità locali tra cui gustosi affettati, il formaggio Tabor di Monrupino e il miele di San Dorligo.

I pasticceri triestini offrono squisite varianti locali dei più famosi dolci austriaci quali la sacher, i krapfen, lo strucolo cotto e lo strucolo de pomi (varianti locali dello strudel) ed i chiffeletti, piccole prelibatezze fritte nell'olio  realizzate con un impasto di farina, uova e patate.

Nel periodo pasquale si può gustare la pinza, un pane dolce lievitato che ancora oggi molte donne realizzano in casa e portano a cuocere nei forni dei pane, e le sue varianti più ricche, come la titola, che comprende una guarnizione con un uovo sodo, la putizza e il presnitz. Tipiche del carnevale, invece, le fritole, particolari frittelle rotonde farcite e poi tuffate nell'olio, e le fave, deliziosi dolcetti rotondi a base di mandorle e aromi.

Infine, ma non meno importante, oltre alle tradizioni popolari vi è anche la Trieste letteraria, di Joyce, Svevo e Saba: gli storici ed eleganti caffè triestini sono veri e propri salotti, dove, sulle orme di antiche tradizioni, è possibile discutere, lavorare, scrivere, leggere e studiare in un ambiente accogliente e raffinato, naturalmente davanti ad una fumante tazzina ... dell'ottimo caffè cittadino.