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 Udine

 

Sorge al centro della regione, in prossimità di un ampio arco di colline moreniche, sulla via internazionale che collega il sud con il nord-est d'Europa. Si narra che il colle del Castello di Udine sia stato elevato con la terra trasportata con gli elmi dei soldati di Attila per permettere al feroce condottiero di godere dall'alto dello spettacolo di Aquileia in fiamme. Certo è che il territorio comunale è di antichissima frequentazione: le testimonianze di vario genere rinvenute nelle immediate vicinanze del castello dimostrano che fu sede di un antico castelliere. Tuttavia, il documento che per la prima volta cita il nome di Udine risale al 983, quando l'imperatore Ottone II di Germania donò a Rodoaldo, patriarca di Aquileia, il castello di Udine e quelli di Buga, Fuganea, Groang e Braitan. Il Castrum Utini viene menzionato successivamente in una carta del 1096 a suggello della donazione del castello di Udine da parte dell' Imperatore Ottone II al Patriarca di Aquileia. Dal 1420 la città entrò a far parte della Repubblica Veneta, sotto il cui dominio subì le incursioni dei Turchi e partecipò a varie guerre. Nel 1797 l’intera regione venne occupata dalle truppe napoleoniche e, in seguito al trattato di Campoformido, passò quindi sotto il dominio dell'Austria. Falliti i moti liberali del 1848, il 2 ottobre 1866 la provincia di Udine venne annessa al Regno d'Italia.

 

Visitare Udine vuole dire quindi rivivere il suo passato in una sorta di suggestivo itinerario che parte da Porta Aquileia, con la sua caratteristica merlatura ghibellina, per incontrare poi la Chiesa della Beata Vergine del Carmine, di origine cinquecentesca ma arricchita nei secoli di antichi tesori. La storia si respira anche percorrendo le vie Aquileia, Vittorio Veneto, Manin, Mercatovecchio e le sue piazze Duomo, San Giacomo e piazza Libertà, definita anche "la più bella piazza veneziana in terraferma", contornata dalla Loggia del Lionello (1448), splendido esempio di gotico veneziano, e dal Loggiato di San Giovanni con la Torre dell'Orologio, struttura cinquecentesca di Giovanni da Udine.

 

Fulcro della città rimane tuttavia il Castello, costruito alla fine del XVI secolo, che attualmente è sede dei Civici Musei e Gallerie di Storia ed Arte con le sue ricche e prestigiose collezioni museali e dagli interni impreziositi dagli affreschi di Pomponio Amalteo, Grassi, Francesco Floreani e Giambattista Tiepolo.

 

Percorrendo via Mercatovecchio, ricca di suggestivi edifici storici, si sbuca nel vero cuore pulsante della città: piazza Giacomo Matteotti, nota come piazza San Giacomo o Mercato Nuovo, uno dei luoghi più frequentati della città in cui è collocata la fontana di Giovanni da Udine (1543), allievo di Raffaello, intorno alla quale ogni prima domenica del mese si distribuisce un pittoresco mercatino dell'antiquariato. Attraverso piazzetta Lionello, in cui si erge il Palazzo Comunale dell'architetto friulano Raimondo D'Aronco, ci si sposta in piazza del Duomo, dove si ammira il maestoso edificio sacro intitolato a Santa Maria, che racchiude sculture del Torretti, Bernardino da Bissone e Daniele Antonini e preziosi affreschi opera di importanti artisti tra cui Vitale da Bologna, Pomponio Amalteo e Giambattista Tiepolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Nei dintorni di Udine: ville e castelli

 

A Strassoldo, nei pressi di Palmanova, furono costruiti ben due castelli restaurati nel 1700, quello di Strassoldo di Sopra e Strassoldo di Sotto.

 

A Faedis, sul versante del Monte Canizza, troviamo il castello di Cuccagna, il cui nome deriva dal friulano “ciuc”, altura tondeggiante. È ancora in buone condizioni la torre, alta 12 metri, dalla quale si gode di uno splendido panorama sulle colline circostanti ricoperti dai vitigni di Ramandolo, del Piccolit e della Ribolla Gialla.

 

Intatti nella loro fisionomia originaria sono invece il castello di Cassacco e quello di Colloredo di Monte Albano. A causa del terremoto del 1976 molte sue parti furono seriamente danneggiate ma vennero poi ricostruite mantenendone inalterate le antiche sembianze.

 

Partendo da Tricesimo e proseguendo la strada che porta a Majano si incontra il castello di Susans, più volte distrutto e ricostruito nel XVIII secolo, quando fu trasformato in un’elegante dimora che oggi ospita un centro congressi e un ristorante.

 

A pochi chilometri sorge uno dei più emozionanti manieri della regione, il castello d’Arcano. Il complesso conserva la sua affascinante fisionomia originaria con le caratteristiche torri di vedetta e i camminamenti merlati.

 

In una piccola frazione di Codroipo, infine, sorge Villa Manin che, pur non essendo un castello, non si può tralasciare nella visita alle più belle dimore storiche friulane. Edificata nel ’700, è un bellissimo esempio di residenza gentilizia italiana; oggi ospita eventi musicali e spettacoli.

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lignano Sabbiadoro e Marano Lagunare

 

LIGNANO SABBIADORO

A metà strada tra Venezia e Trieste, è diventata negli ultimi decenni la principale stazione balneare della regione grazie soprattutto ai suoi otto km di spiaggia di sabbia finissima. Il divertimento è assicurato in questa vivace e giovane cittadina, a cominciare dagli sport, acquatici e non: golf, tennis, pattinaggio, equitazione e un famoso acquapark.

 

MARANO LAGUNARE
Una piccola Venezia, cosi appare Marano Lagunare a chi si addentra in questo minuscolo ma caratteristico centro dell’alto Adriatico. Passeggiando per le sue strette vie, lungo le quali incontriamo la Loggia Veneziana e il Palazzo dei Provveditori, la Chiesa di San Martino e il suggestivo porto-canale, che si anima al rientro dei pescherecci, Marano si affaccia su un’affascinante laguna un tempo popolata da molte specie di animali.

La prosperità economica della cittadina è tutt'oggi indissolubilmente legata al mare, al quale i Maranesi dedicano numerose manifestazioni durante il corso dell’anno. Particolarmente coinvolgente la festa di San Vito, che richiama sempre una grande folla.

 

 

 

 

 

 

Aquileia

 

Nel Friuli Venezia Giulia l’incontro di etnie e culture diverse ha lasciato un segno indelebile anche nelle opere d’arte e architettura. Aquileia, colonia romana nell’Italia settentrionale, conserva intatti il fascino e la memoria di un illustre passato, che la vide protagonista nella diffusione del Cristianesimo da Roma verso l’Europa centro-orientale. Simbolo di questa antica funzione è la sua basilica patriarcale, fondata per volere dell’imperatore Teodoro intorno al 310. Conserva importantissime opere che risalgono anche al quarto secolo d.C. ma il suo fiore all’occhiello è lo spettacolare mosaico pavimentale considerato il più antico e vasto del mondo.

Ogni giorno riaffiorano dal sottosuolo i segni dell’antica opulenza, raccolti nei musei Paleocristiano, del Patriarcato e Archeologico. In questo ultimo, è conservata una delle più ricche collezioni di vetri romani esistente al mondo. Anche l’artigianato vanta un primato secolare: l’arte del mosaico eseguito con ciottoli del Tagliamento, lavorati con grande maestria, e l’arte vetraria con la tecnica della soffiatura.

 

 

 

 

La Carnia - non solo monti

 

Si dice che assomigli ad una grande mano, il cui palmo è costituito dalla valle solcata dal lento scorrere del Tagliamento e le dita sono rappresentate dalle vallate scavate dai suoi affluenti.

 

In questa valle si trovano la famosa stazione turistica di Forni di Sopra, dominata dalle vette delle dolomiti Friulane, e il capoluogo della Carnia, Tolmezzo, cittadina ricca di eleganti negozi e botteghe di artigiani, con l’interessantissimo Museo delle arti e tradizioni popolari, uno dei più belli di tutto l’arco alpino.

 

La Val Lumini porta all’incantevole borgo di Sauris, il più alto comune del Friuli, mentre in Val Degano sorge il piccolo centro di Forni Avoltri, capitale italiana del biathlon.

 

 Se la Val Pesarina è un vero incanto della natura, con i caratteristici paesi di Prato Carnico e Pesariis, la Valle del Bût è il regno del benessere con Arta Terme, località termale molto importante, e Paluzza, con il suo campo base ideale per lo sci da fondo.

 

 La Valcalda, con Ravascletto, è considerata la patria della gastronomia più tradizionale, uno dei maggiori poli turistici invernali grazie ai suoi impianti di risalita che conducono alla cima dello Zoncolan.

 

Più selvagge sono la Val Pontaiba, con Treppo Carnico e Ligosullo, e la Valle del Chiarsò, con la bellissima conca di Paularo, uno dei paesi più antichi della Carnia.

 

 In qualsiasi stagione arrivate preparatevi a trascorrere una vacanza ricca e intensa, fatta di sport (dal più tradizionale come tennis, mountain-bike, equitazione, ai più nuovi come free-climbing, trekking a cavallo, parapendio, canoa, deltaplano), di escursioni lungo itinerari naturalistici di rara bellezza, che si snodano fra le cime delle Alpi e Prealpi Carniche e, nella stagione invernale, indimenticabili sciate su piste e sugli anelli da fondo mai troppo affollati.

 

La Carnia offre inoltre una gastronomia particolare e genuina, di cui si possono imparare i segreti seguendo i corsi organizzati per i turisti, folclore, storia e arte (interessanti i musei, i siti  archeologici e gli antichi borghi perfettamente conservati con le caratteristiche architetture in pietra e legno). Inoltre, artigianato, con legno, ferro battuto, ceramiche e le tradizionali pantofole friulane di velluto e prodotti genuini. Nei caseifici, infatti, si possono acquistare burro, ricotte e formaggi di malga, le macellerie producono saporitissimi salami e insaccati, le erboristerie guidano alla scoperta dei mille usi delle erbe spontanee carniche, gli apicoltori vendono direttamente al pubblico il miele e prodotti dell’alveare.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Tarvisiano

 

Tarvisio e i suoi dintorni si trovano in una posizione particolarissima, tra l’Austria e la Slovenia: varcato il confine italiano ci si trova subito fra i laghi e le città della Corinzia o sulle piste da sci e i campi da golf sloveni, una grande area di sport, cultura e divertimenti.

 

E' il punto di partenza ideale per compiere spettacolari escursioni sulle cime delle Alpi Giulie, attrezzate con una buona rete di sentieri e rifugi. Anche i meno allenati possono fare rilassanti escursioni in una cornice naturale di grande fascino, nei boschi che sembrano incorniciare la cittadina. Il più conosciuto è foresta dei Tre Confini, così chiamata perché si estende fra Italia, Slovenia e Austria: 23.000 ettari fitti di abeti, faggi e pini, che dal Tarvisiano si allungano verso le valli del Gail, in Carinzia, e della Sava, in Slovenia. Qui si trovano i Laghi di Fusine, inseriti in un grande parco naturale istituito nel 1971 dall’Azienda delle foreste del Friuli Venezia Giulia. Popolato di cervi, camosci, caprioli e galli cedroni, con una flora e una vegetazione del tutto particolari, il Parco di Fusine è una delle zone più interessanti dal punto di vista paesaggistico e naturalistico dell’intera regione.

 

Raggiungere Austria e Slovenia da Tarvisio è questione di pochi chilometri. Superato Coccau si è in Carinzia, dove si possono fare bagni termali vicino a Villach. Da Fusine invece si arriva facilmente in Slovenia, a Kranjska Gora, famosa per le sue piste da sci, o al meraviglioso lago di Bled.