“Abbiamo tutti bisogno di bellezza oltre che di pane, di luoghi in cui giocare e pregare, dove la Natura può guarire e dare forza a corpo ed anima” – John Muir, esploratore
Questo non è un parco qualunque.
Questo è “Il Parco”, fondato nel 1872, il primo istituito al mondo, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1978.
Ha la più ricca concentrazione di fauna selvatica degli USA (dopo l’ALASKA).
Ma ciò che lo rende unico sono i fenomeni vulcanici ancora in atto: metà dei geyser del pianeta si trova qui. Un luogo unico, dalla storia antica.
L’evento più potente risale a due milioni di anni fa: si stima che il volume di materiale eruttato sia stato di 6000 volte superiore all’eruzione di MOUNT SAINT HELENS del 1980, nello Stato di Washington. Quel che è certo, è che le ceneri vulcaniche arrivarono in Missouri, a duemila chilometri di distanza.
Circa 1,3 milioni di anni fa, una seconda eruzione interessò la parte occidentale del parco, oggi chiamata Geyser Country.
L’evento importante più recente risale a 640.000 anni fa.
L’intenso calore del sottosuolo fuse le rocce trasformandole in magma, che fuoriuscì sotto forma di lava. La camera magmatica, ormai svuotata, collassò formando una Caldera (Basin).
La peculiarità di Yellowstone è che qui il magma è a pochi chilometri dalla superficie: un soffio, rispetto alle dimensioni della Terra! In pratica, un Supervulcano di 4000 kmq si estende subito sotto il parco, e più di 300 geyser e almeno 10.000 sorgenti calde agiscono da valvole di sfogo per le enormi pressioni dell’interno. Metà dell’attività geotermale del Pianeta.
Visitarlo è un must, imperdibile nel Far West. Gli dedichiamo due giornate.
Il parco si trova quasi interamente in WYOMING, e sconfina solo in minima parte in IDAHO (1%) e MONTANA (3%). Ha cinque ingressi, di cui solo North Entrance aperto tutto l’anno.
Noi partiamo da Cody, dove il ricco MUSEO DEL WEST ha un settore molto interessante dedicato al parco. Entriamo dall’ingresso est, in WYOMING.
Scattiamo le prime foto nella LAKE COUNTRY a Lake Yellowstone, il più grande lago di montagna del Nord America: 32 km di lunghezza per 23 km di larghezza, a 2357 m s.l.m. Tutto il parco è a oltre duemila metri di quota.
Lungo le sponde del lago, qualche fumarola ci ricorda dove ci troviamo, mentre una grande concentrazione di animali selvatici si attarda nell’area. Soprattutto BISONTI, presenti in grande quantità.
Procediamo verso nord, lungo la parte orientale del parco, fino al MONTANA, dove pernottiamo.
Nella CANYON COUNTRY, lo Yellowstone River ha scavato il Grand Canyon di Yellowstone, noto come Canyon Degli Artisti per i panorami ispiratori.
Come la vista sulla Lower Falls, alta il doppio delle CASCATE DEL NIAGARA.
La immortaliamo, regalandoci foto da cartolina. Arcobaleni compresi!
Ancora verso nord, attraversiamo la ROOSEVELT COUNTRY: la regione più remota, scenografica e più selvaggia del parco.
Tre anni fa, durante una nevicata fuori stagione (in montagna il tempo è imprevedibile!), un orso nero è passato così vicino al mio pulmino che non sono riuscita a farlo entrare tutto nell’obiettivo della macchina fotografica. Emozionante!
Ci sono tanti orsi nel parco, sia neri che grizzly. Fino al 1960 era addirittura consentito dargli da mangiare! Yoghi, Cindy & Bubu possono testimoniarlo. Per questioni di sicurezza, oggi questo è assolutamente vietato, ma l’orso nero è rimasto l’animale simbolo del parco. Purtroppo non è facile vederli: Yellowstone è molto grande e ha pochissime strade. Noi le percorriamo tutte! Ma per gli avvistamenti serve anche un po’ di fortuna.
Lungo la strada, si vedono ancora i resti del grande incendio del 1988, che nel corso di cinque mesi devastò più di un terzo del parco. Da allora cambiò la politica nei confronti del fuoco, e si iniziò ad applicare la tecnica degli incendi controllati e programmati. Il fuoco non è solo male, anzi! Ne parlo a proposito delle SEQUOIE GIGANTI, ma ci sarebbe tanto altro da dire…
Ultima tappa della giornata: MAMMOTH COUNTRY, l’area termale con le famose terrazze di carbonato di calcio di Mammoth Hot Springs.
La prima volta che le ho viste, oltre vent’anni fa, erano diverse: quasi tutte “vive”, interessate da sorgenti calde che consentivano la crescita di microrganismi dai colori strepitosi.
Purtroppo oggi alcune di loro sono secche e si presentano grigie, come il calcare. L’effetto di quelle rimaste è ancora fantastico, ma è meglio non aspettare troppo per vederle!
L’area è molto frequentata anche da Elk, o Wapiti, i più grandi cervi del parco dopo gli alci: sono presenti in 6-7 mandrie, per un totale di 20.000 esemplari. Curiosa la storia di un maschio in calore che, non trovando l’anima gemella, nel 2012 sfogò i suoi bollori… sfondando a colpi di corna 78 automobili. Una media di 4 al giorno.
Perché i Ranger non intervennero? Per non interferire con eventi considerati naturali. Una politica che i proprietari delle macchine, e le relative compagnie assicuratrici, non hanno particolarmente apprezzato.
La seconda giornata di visite ci porta lungo l’area occidentale del parco. Difficile dire quale sia la parte più bella!
Dedichiamo tutto il tempo che serve alla GEYSER COUNTRY, l’area più famosa di tutte, dove si trova l’Old Faithful, il “Vecchio Fedele”, sicuramente il geyser più conosciuto al mondo, puntuale come un orologio svizzero.
Ed è in buona compagnia, circondato da tanti altri un po’ meno fedeli, ma altrettanto strepitosi. Circa l’80% dei geyser del parco si trova qui.
Un paesaggio incredibile ravvivato da Pools, piscine naturali surreali, dove l’acqua calda consente la crescita di microrganismi dai colori strepitosi: il giallo dei cianobatteri, il verde di funghi e alghe, l’arancione di protozoi e il marrone di muschi.
Un tripudio di microvita, invisibile a occhio nudo, ma in grado di creare tavolozze come il Grand Prismatic Spring.
O come il Morning Glory Pool (in copertina): la prima volta che l’ho visto, più di vent’anni fa, era blu. Adesso è verde. La colpa è dell’uomo: la sciocca usanza di buttarci dentro monetine – neanche fosse la Fontana di Trevi! – ha danneggiato i microrganismi. Oggi è vietato, e i Ranger hanno effettuato un bel lavoro di pulizia. Il cambiamento è irreversibile, ma rimane splendido!
Prima di lasciarci il parco alle spalle, chiudiamo il cerchio al WEST THUMB, la parte più giovane dell’area geotermica, con pool, soffioni e minigeyser affacciati sul Lake Yellowstone.
Nel lago ci sono perfino formazioni tipo “minivulcani“, da cui esce uno sbuffo costante di acqua, o vapore. Sono bellissimi!
Questo è uno di quei luoghi in cui si potrebbe restare per giorni e giorni…
Ma il Far West ha ancora tanto da offrire: SALT LAKE CITY, CANYONLANDS, ARCHES, MESA VERDE…
Usciamo dall’ingresso sud e procediamo. Non vogliamo perderci nulla.
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